BUON ANNO SCOLASTICO!


L’estate è agli sgoccioli, gli uffici, le industrie e le attività commerciali riprendono a pieno regime e le scuole stanno per riaprire.
Negli ultimi anni abbiamo vissuto questo periodo di ripartenza più o meno sempre nello stesso modo: i lavoratori pendolari e gli studenti quasi interamente divisi tra auto e mezzi pubblici.
A causa dei pochi investimenti e delle politiche a livello regionale che hanno disincentivato l’intermodalità (es.: treno + bici, vedi caso Trenord), gli utenti del servizio di trasporto pubblico, con tutti i suoi limiti a livello di sicurezza sanitaria, non si sentono rassicurati a sufficienza e come si è visto negli ultimi mesi, si prospetta uno scenario con treni e autobus praticamente vuoti e la maggioranza delle persone che ricorre all’utilizzo dell’auto privata.
Il problema degli spazi insufficienti è noto da tempo (disegno a sx del 1962), negli ultimi anni si è raggiunto il livello di saturazione preoccupante e purtroppo la pandemia rischia di peggiorare ulteriormente le cose. Il futuro che vogliamo non è certamente in questa direzione: ora più che mai sono necessari investimenti per la ciclabilità e la micromobilità.
Il Comune di Milano ha finalmente imboccato la strada giusta, realizzando un piano per incentivare una mobilità alternativa all’automobile, rendendola più sicura e appetibile a tutti, già attraverso i primi interventi, semplici ma efficaci, su una delle direttrici storicamente più trafficate: San Babila – Sesto San Giovanni. Sono già stati tracciati percorsi riservati alle bici in Corso Buenos Aires e in Viale Monza.
Le prime rilevazioni sull’utilizzo di questi nuovi percorsi sono decisamente positive e sono una conferma che la scelta fatta è quella giusta e zittiscono inconfutabilmente i soliti “noti” che fanno la voce grossa e contraria.
I detrattori non mancano anche tra chi utilizza abitualmente la bici, sia perché è nella natura umana “non essere mai contenti” e sia perché, a detta di qualcuno, i progetti e le infrastrutture non sono adeguatamente sicure e qualche difetto si trova sempre, ma la strada tracciata è quella giusta e più pedaliamo più tutti se ne renderanno conto. E magari ci seguiranno…
Diego Segalini
Presidente
Il COVID ci ha portato alcune novità positive sul fronte della mobilità ciclistica: risorse e nuove norme che stanno aiutando i Comuni a realizzare velocemente nuovi percorsi per la ciclabilità: anche a Melegnano abbiamo avuto la bella notizia della sistemazione della via Emilia, progetto che speriamo di poter presentare insieme all’Amministrazione Comunale durante la Settimana Europea della Mobilità.
Tra le nuove norme c’è anche la definizione di tre tipologie di piste e corsie ciclabili che è bene conoscere: sono tipologie ampiamente utilizzate nei Paese a ciclabilità avanzata, ma che spesso molti di noi non conoscono.
In particolare la “CORSIA CICLABILE”, introdotta con il Decreto “Rilancio”, è una tipologia di facile e veloce realizzazione che alcuni comuni stanno realizzando, con inevitabile coda di polemiche, soprattutto da parte di chi poco utilizza la bicicletta.
Nel caso delle corsie ciclabili ricordiamo che:
– le corsie ciclabili sono evidenziate da una linea bianca tratteggiata;
– le corsie ciclabili sono sempre monodirezionali;
– non è stabilita una dimensione standard;
– fanno parte a pieno titolo delle corsie veicolari;
– deve essere sempre riportato il pittogramma della bicicletta, meglio se accompagnato con la freccia direzionale;
– non serve la segnaletica verticale.
Si consiglia che questi pittogrammi e frecce siano particolarmente visibili nei punti di intersezione.
Le corsie ciclabili fanno parte delle corsie veicolari, ma il loro uso ordinario è destinato alle biciclette e ai mezzi equiparati ad esse (es. monopattini elettrici). Gli altri veicoli possono valicare occasionalmente la linea tratteggiata in caso di bisogno.
Nessun veicolo può circolare sulle strisce che delimitano la corsia ciclabile in quanto espressamente vietato dal Codice della Strada (art. 40 comma 10 lettera “b”).
Il Covid ha scombinato i programmi di tutti, vacanze comprese.
Con mio marito avremmo dovuto accompagnare un gruppo in bici in Germania e, saltato il biciviaggio, abbiamo deciso di improvvisarne uno breve a tema, alla scoperta di alcuni dei comuni aderenti alla rete Comuni Ciclabili, lungo la Ciclovia Adriatica tra la Romagna e le Marche. Abbiamo quindi seguito i consigli di chi suggeriva vacanze di prossimità in Italia, perché il nostro Bel Paese ha sempre molto da offrire e troppo spesso non ne siamo consapevoli. Abbiamo anche scelto la modalità bici+treno per una vera sostenibilità della vacanza: Greta Thunberg insegna….ma noi abbiamo imparato da tempo!
La nostra vacanza, quindi, comincia dopo aver caricato le borse sulla bicicletta per la prima pedalata della giornata verso Milano, dove prenderemo il treno che ci porterà a Cesena. Il treno è un regionale dell’Emilia Romagna, di quelli dotati di rastrelliera per bici: comodo e confortevole e distanze tra i passeggeri rispettate.
A Cesena troviamo una bella cittadina diventata famosa per aver adottato una serie di interventi di moderazione del traffico su tutto il territorio, interventi semplici ma efficaci per favorire una ciclabilità diffusa. Da Cesena pedaliamo verso il mare, alla volta di Cesenatico, lungo un percorso quasi tutto ciclabile e protetto: d’obbligo la foto sul ponticello che attraversa il Rubicone con busto di Giulio Cesare.
Se la prima giornata è stata all’insegna della lentezza lungo un percorso breve (circa 20 km), quella successiva è stata piuttosto impegnativa: oltre 80km per arrivare fino a Fano, di cui 25km lungo il percorso della Panoramica nel Parco Regionale San Bartolo. 
Due parole sul percorso della Panoramica: dopo 40km già nelle gambe, affrontare la salita alle 12.30 di una calda giornata di agosto non è come fare una passeggiata, ma il percorso è talmente suggestivo e ombreggiato quel tanto che basta per non farti soffrire troppo il caldo, che alla fine perdoni tuo marito che ti aveva convinto ad affrontare quella “salitina” con il miraggio del baretto dopo pochi chilometri (10km!).
Non vi sto a dettagliare tutta la vacanza e i luoghi, ma alcune cose su questo tratto di Ciclovia Adriatica ci tengo a dirle.
Da Cesena a Fano sono numerose le città della rete Comuni Ciclabili con valutazioni diverse, ovviamente, ma lungo questo tratto si vede l’impegno e il lavoro che stanno facendo le Amministrazioni locali per rendere vivibile il lungo mare e offrire così un contesto più gradevole per una vacanza rilassante.
Ci sono numerosi interventi per la ciclabilità e pedonalità che sono veramente di alto livello e cito su tutti, senza voler far torto a nessuno, Misano Adriatico. La cito perché siamo in una zona forse più nota per i motori che non per la bicicletta. Eppure, anche qui si stanno attrezzando per accogliere un turismo lento, fatto di bicicletta e di tranquillità data dall’assenza di auto nel lungo mare. Una situazione in particolare mi ha fatto tanta tenerezza e riportato indietro negli anni: lungo una strada ormai dedicata alle biciclette, 4 ragazzini stavano giocando a calcio e si sono fermati per farci transitare con le nostre biciclette. Una scena che mi ha fatto fare un tuffo nel passato, quando giocavamo in strada sotto casa e ci fermavamo ad ogni passaggio di auto, poche per fortuna a quei tempi.
Non posso non citare, inoltre, Pesaro e la sua Bicipolitana e proseguendo verso sud Fano: in questo tratto di Ciclovia Adriatica il numero di persone in bicicletta è paragonabile solo a paesi del nord Europa. La bellezza di pedalare costeggiando lunghissime spiagge dove il mare lo vedi – e non è sbarrato da teorie infinite di stabilimenti attrezzati – e ti puoi fermare per un bagno, per poi riprendere il tuo viaggio non ha prezzo.
L’accoglienza dei luoghi dove ti senti sempre di casa, le specialità gastronomiche e la ricchezza di storia di questi territori fanno della Ciclovia Adriatica un luogo ideale per il cicloturista…e tuttavia ne abbiamo incontrati pochissimi equipaggiati di borse e chiaramente itineranti come noi.
C’è ancora molto lavoro da fare per le infrastrutture (ma abbiamo incontrato diversi cantieri in corso), soprattutto nella parte più a sud delle Marche, da Fano in giù per intenderci. Ciò che forse serve di più è però un progetto di ampio respiro di marketing mirato al settore del cicloturismo, per attirare cicloturisti nostrani e non solo tedeschi o austriaci. C’è un patrimonio che mai come oggi occorre saper sfruttare sapientemente e in modo sostenibile: il rilancio dell’economia può partire da un nuovo modo di fare le vacanze e questi territori sono una miniera di materia prima inestimabile!
Giulietta&Silvio
PS: noi stiamo già pensando di tornare il prossimo anno e questa volta ci porteremo i soci e socie FIAB.
Col primo appuntamento test del 7 agosto, è partito ufficialmente il progetto “BICI MARCATA, BICI SALVATA”. Finanziato dal Comune di San Donato Milanese attraverso il Bilancio Partecipato, il progetto prevede un’attività di marchiatura gratuita e volontaria della bicicletta; i dati vengono raccolti in un data base a disposizione delle Forze dell’Ordine che, in caso di ritrovamento di bici rubate, possono rintracciare il legittimo proprietario.
Il primo appuntamento, nonostante il caldo e le vacanze, è stato un successo e ora siamo pronti per lanciare l’attività di marchiatura con nuove iniziative a San Donato e, in futuro, anche a Melegnano. Arrivederci a settembre!
Leggiamo dal Comune di San Donato Milanese delle operazioni di installazione del ponte ciclopedonale per collegare Peschiera Borromeo; leggiamo anche che i Comuni dell’asta della Via Emilia stanno chiedendo un incontro ad ANAS per la realizzazione di un tracciato ciclabile che arrivi fino alle porte di Milano, mentre il comune di Melegnano annuncia l’arrivo di risorse per la sistemazione ciclabile del tratto di via Emilia di competenza comunale.
Sono belle notizie che ci fanno dire che non abbiamo lavorato invano in questi anni sul nostro territorio: oggi cominciamo a vedere i risultati delle nostre attività associative, ma non finisce qui. E sempre un immenso GRAZIE a tutti i nostri soci e socie che sostengono l’associazione!
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