CAMPUS SCUOLA: PEDALATA DOPO PEDALATA VERSO LA SOSTENIBILITA’

CAMPUS SCUOLA: PEDALATA DOPO PEDALATA VERSO LA SOSTENIBILITA’

Siamo alla seconda settimana di attività con le scuole, un esperimento che sta dando frutti interessanti.
Ovviamente ci sarà modo, al termine del percorso, di trarre delle conclusioni sia sull’attività con la scuola che sull’esperienza con i ragazzi e le ragazze.
Per ora ci limitiamo a dire che il lavoro culturale da fare per trasmettere concetti come “condivisione dello spazio pubblico”, “mobilità sostenibile e ciclistica”, “diritto a città sane soprattutto per crescere sani” sono concetti non scontati. Anzi, sono idee piuttosto lontane dal vissuto di molti dei nostri cittadini e cittadine più piccoli. E se lo sono per i piccoli, per i loro genitori forse lo sono anche di più.

Poi però scopri che uno dei ragazzi che abbiamo seguito ha voluto accompagnare i suoi genitori in bicicletta a visitare Rocca Brivio in una domenica di apertura e allora capisci che c’è speranza: noi siamo molto fiduciosi.

AMBIENTE, CULTURA, EDUCAZIONE CIVICA: INSIEME PER CRESCERE BENE

AMBIENTE, CULTURA, EDUCAZIONE CIVICA: INSIEME PER CRESCERE BENE

Il nostro impegno con i più giovani non è ancora terminato e lunedì 14 giugno abbiamo iniziato il nostro progetto, realizzato in collaborazione con l‘Associazione Rocca Brivio e la Cooperativa “Praticare il futuro”, per dare ai ragazzi e ragazze un’idea di cosa significa praticare la sostenibilità.
Il progetto ha l’obiettivo di conoscere l’ambiente che li circonda, l’importanza della sua tutela attraverso i comportamenti quotidiani che includono la mobilità e imparare ad apprezzare la bellezza di strutture storiche del territorio, a partire da ciò che ci è più vicino come la Rocca Brivio e il Sentiero dei Giganti, luoghi del “cuore” in pieno Parco Agricolo Sud Milano.

Oggi abbiamo iniziato con la scuola di Carpiano e l’impegno di questi ragazzi e ragazze comincia subito al mattino quando vengono accompagnati in bicicletta alla Rocca: circa 8 km e non sono pochi per loro.
Durante il tragitto hanno modo di imparare quali i comportamenti più sicuri sulla strada, il significato della segnaletica, ma anche riconoscere il territorio che li circonda e che spesso vedono solo dal finestrino di un’auto.

Dal confronto con loro sui temi vari della mobilità si capisce quanto la “cultura dell’auto” sia insita nel loro quotidiano e c’è veramente molto da lavorare per far comprendere concetti come “condivisione dello spazio” o “strada di tutti”: sembra incredibile ma c’è una vera sudditanza nei confronti di chi ha un’auto, anche se questa occupa uno spazio come quello dell’entrata della scuola.

L’auspicio è che questa esperienza possa cambiare la loro prospettiva ed elevare il desidero di avere città con meno auto.

PIZZAUT, UNA REALTA’ DA SCOPRIRE

PIZZAUT, UNA REALTA’ DA SCOPRIRE

Le nostre uscite si intensificano e ogni volta è la dimostrazione della voglia che hanno le persone – sempre di più – di utilizzare la bicicletta per il tempo libero.
Una bella abitudine che poi diventa, in molti casi, la quotidianità anche durante la settimana: il numero di persone che incontriamo in bici ogni volta che ci muoviamo in città, a Melegnano come da altre parti, è veramente cresciuto in modo vertiginoso.
Ci piace e ci fa dire che abbiamo lavorato bene in questi anni: la “cultura della bicicletta” sta crescendo e con essa anche una nuova visione della quotidianità, uno stile di vita più attento alle tematiche della sostenibilità e dell’ambiente. Mentre altri ne parlano, tanti di noi stanno “praticando” la sostenibilità, o quanto meno ci si prova.

E siccome sostenibilità fa rima con inclusività, c’è una pizzeria a Cassina de’ Pecchi che ci incuriosiva e domenica 6 giugno abbiamo fatto una bella pedalata con pizza a pranzo.
Cominciamo col dire che il percorso da Melegnano a Cassina de’ Pecchi – circa 33 km – è in gran parte su ciclabili o su strade a basso traffico: abbiamo un territorio più ciclabile di quanto si pensi, basta provare.
La pizzeria si chiama PIZZAUT ed è prima di tutto un progetto di inclusione sociale lavorativa per ragazzi e ragazze autistici.
Nasce da un’idea ardita di un papà che voleva dare un futuro a suo figlio e a tanti altri figli e figlie col problema di autismo. Abbiamo visto una realtà di successo, con persone motivate e capaci e francamente non avremmo saputo dire chi fosse la persona con problemi: è proprio vero che siamo pieni di pregiudizi!.

E’ stata una giornata ricca: bella compagnia in bicicletta, bel percorso e ottima pizza.

BICICLETTA E NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

BICICLETTA E NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

In questi giorni si parla di ripresa della produzione, di rimbalzo del PIL, di nuovi posti di lavoro e la transizione ecologica, gli argomenti green con annessi buoni propositi sono sulla bocca di tutti.
Tuttavia, per lasciarci alle spalle il periodo decadente che stiamo vivendo ed entrare veramente nel futuro, abbiamo bisogno di ben altro. Lʼindustria automotive è considerata ancora troppo centrale dagli Amministratori degli Stati più importanti al mondo, ma questa idea non è altro che una bugia che raccontano – e si raccontano – poiché è più che evidente che lʼautomobile rappresenta il passato, il secolo scorso.
Lʼidea di economia lineare fondata su consumo, profitto e sfruttamento: questo ciò cui si riferisce Confindustria quando parla di crescita, rinascita e ritorno alla produzione.
Siamo sicuri che i manager e i politici abbiano la volontà e le competenze tecniche per intraprendere un cambiamento efficace e reale in termini di sostenibilità? Siamo certi che la competizione tra le parti sociali sia la vera chiave del progresso?
La transizione ecologica non può prescindere da una riconversione del mondo del lavoro e dellʼeconomia mondiale, se lʼobbiettivo è la tutela del più grande bene comune che abbiamo – il Pianeta Terra – e la bicicletta, come mezzo per una nuova mobilità rispettosa dell’ambiente e della collettività, rientra appieno nel processo di rinascita sostenibile.
Il nuovo modello di sviluppo basato sulla sostenibilità richiede che la spinta sia per la collettività, non per il singolo, sia la collaborazione e la cooperazione, non la competizione.
Il concetto di categorie come “automobilista/pedone/ciclista” va superato e sostituito dal concetto di “persona”, come va superata l’idea di vivere la vita come una gara, a considerarsi “arrivati” quando si riesce a primeggiare sugli altri e questo vale anche per il tema dello spazio pubblico delle nostre città.
Ecco dunque che il nostro lavoro per restituire spazio pubblico alle persone rientra in questo processo di cambiamento della società verso uno sviluppo che sia sostenibile per tutti e tutte: FIAB Melegnano è un piccolo ingranaggio nel grande meccanismo della cooperazione sociale che può – e tanto sta facendo – migliorare il nostro futuro e quello di chi verrà dopo noi.

Diego Segalini
Presidente

 

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