SAN VALENTINO: SE AMI LA BICI…..
…..REGALA LA TESSERA FIAB MELEGNANO


Le elezioni amministrative comunali si avvicinano ed è già partito il toto-nome. La politica italiana, nazionale e locale, è ancora ferma ai “notabili”, alle figure più riconoscibili e attrattive, al nome forte da candidare per un risultato sicuro. Ma non dovrebbero essere i programmi e le idee ad attrarre l’elettore?
Per troppe persone conta ancora più il Chi rispetto al Cosa.
Una cosa certa è che FIAB Melegnano non fa parte di questa categoria, anzi, le nostre idee sulla città che vogliamo sono molto chiare e per questo intendiamo invitare tutte le parti politiche in corsa alle prossime elezioni a esporre le loro, attraverso proposte e programmi.
I cambiamenti necessari per un riequilibrio e una ridistribuzione degli spazi pubblici devono essere programmati all’interno di una progettualità a breve e lungo termine e per questo sarebbe importante una pianificazione strategica di tutti gli interventi e le politiche necessarie alla realizzazione di infrastrutture e reti intercomunali: alcune nostre proposte sono già state inviate all’ultima amministrazione e disponibili sul nostro sito (fiabmelegnano.it/?s=
Le città più all’avanguardia, sia piccole che grandi realtà, hanno intrapreso da anni percorsi di rinnovamento e ridisegno della viabilità, sia per questioni di insostenibilità e inadeguatezza dell’auto in ambito urbano, sia per migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini. Si parla tanto di sicurezza come priorità, ma purtroppo la si associa troppo spesso solo ad un aumento delle forze dell’ordine.
Ma la sicurezza è altro e i dati parlano chiaro: gli omicidi stradali e gli incidenti negli spostamenti quotidiani la fanno ancora, purtroppo, da padrone. Il bike to work e il bike to school devono essere incentivati, è il momento di realizzare strade scolastiche in modo definitivo e continuativo. Tanti comuni hanno già un biciplan, perché non può averlo anche Melegnano?
Al momento l’unica proposta “sul tema” che abbiamo letto dai media propone parcheggi gratuiti per le auto elettriche, proposta che, oltre non affrontare il problema della sicurezza, non tiene conto della saturazione degli spazi urbani: per noi le priorità sono altre e attendiamo fiduciosi nuove proposte per la città del futuro.
Diego Segalini
Presidente
Nei giorni scorsi il taglio di decine e decine di tigli che impreziosivano gli storici filari di viale De Gasperi a San Donato Milanese (MI) ha suscitato stupore e polemiche, mettendo tutti di fronte a un drastico cambiamento del volto del quartiere e della città.
A fronte delle proteste dei cittadini, Sindaco e Amministrazione Comunale hanno affermato che questo e altri interventi stradali sono il “male necessario” dovuto all’entrata in funzione del Sesto Palazzo Uffici e all’approvazione del progetto di ristrutturazione dell’Eni Station a Metanopoli. In realtà, si stanno realizzando nuove rotonde e interventi viabilistici che prolungano strade e attraggono nuovi flussi veicolari, scegliendo di inseguire l’illusione che, allargando le carreggiate e dando priorità di passaggio ad auto e mezzi pesanti, si avrà maggiore fluidità e meno impatto ambientale. Sarà tutto il contrario, come ampiamente dimostrato da molteplici studi al riguardo.
Non vogliamo entrare nel merito delle scelte urbanistiche adottate oggi o ereditate dal recente passato; e nemmeno soffermarci sulle piantumazioni compensative di nuove essenze arboree, i cui effetti benefici si avranno tra molti anni. Crediamo che sia venuto il momento di realizzare per davvero quella “svolta green” che tutti dichiariamo di volere, mettendo in atto piccole e grandi azioni che possano migliorare la qualità della vita in ambito locale, a partire del tema della mobilità e del traffico. Stiamo parlando di San Donato Milanese, una città con un regolamento edilizio all’avanguardia, un biciplan redatto da esperti qualificati, un vincolo paesaggistico-ambientale che preserva l’impianto urbano originale voluto da Enrico Mattei, e un regolamento del verde pensato per tutelare il patrimonio arboreo e per garantire un effetto barriera sulle strade principali, oltre che mitigare gli effetti nocivi di smog e inquinamento acustico derivanti dal traffico. In sintesi, esistono già regole comunali e sovracomunali, linee guida e impegni amministrativi da rispettare e applicare al meglio.
Purtroppo, gli alberi tagliati – tutti sani e di grande fusto – non ci saranno restituiti. Purtroppo, il grande parcheggio sotterraneo a uso pubblico che sta per essere completato nelle adiacenze del Sesto Palazzo Uffici non può più essere messo in discussione, e dovremo convivere con il rischio quotidiano di centinaia di nuove auto attratte in zona e provenienti da fuori città.
Serve quindi operare da oggi in avanti in modo oculato e coerente per promuovere la mobilità ciclistica, il trasporto pubblico, gli spostamenti a piedi e di chi si muove con difficoltà perché disabile, bambino o anziano. Vorremmo fossero subito dati dei segnali positivi, rivedendo e migliorando gli interventi in essere e le scelte a Metanopoli e chiediamo:
– la modifica della nuova rotonda sulla via Emilia realizzata all’incrocio con via Correggio, per garantire un percorso diretto per pedoni e ciclisti che si muovono lungo l’asse della via Emilia;
– un nuovo studio riguardante la mobilità nell’area del Sesto Palazzo Uffici, per riconsiderare se servono tutte le nuove rotonde e gli interventi di fluidificazione del traffico veicolare, oltre che per contrastare l’aumento ingiustificato di posti auto a disposizione di chi viene da fuori città;
– la realizzazione di una pista ciclabile in via Correggio, così da avere un percorso continuo dalla stazione ferroviaria, verso la via Emilia, che poi si connette con la pista ciclabile San Donato-Peschiera;
– locali biciclette all’interno dei nuovi edifici e un’ampia offerta di parcheggi bici nelle aree immediatamente esterne;
– la revisione del progetto della nuova strada di collegamento tra via Battisti e viale De Gasperi, per garantire spazi pedonali e un’adeguata pista ciclabile in sede propria, da realizzare in linea con il disegno architettonico del mai completato “boulevard” di via Gramsci-Battisti.
Le bigie giornate di questi mesi invernali hanno messo in letargo la questione treno+bici, ma la primavera arriva molto prima di quanto non si pensi e il problema di chi vorrebbe utilizzare la bicicletta col treno riesploderà insieme al crescente sviluppo del settore del cicloturismo in Lombardia come nel resto d’Italia.
Con punte del +40% di incremento nel 2021 in zone come il Lago di Garda e di Como (dati Expedia), il settore del cicloturismo sta dimostrando essere una “vera gallina dalle uova d’oro” per il rilancio del turismo e delle economie locali.
Come sanno gli esperti del settore, il cicloturismo non vive di soli percorsi ciclabili, ma ha necessità di una serie di servizi che rendono la vacanza in bicicletta semplice, oltre che piacevole. Il servizio di trasporto treno+bici è uno dei servizi essenziali che permette di “allungare” il proprio viaggio e raggiungere anche località non facilmente accessibili in bici in giornata.
La Regione Lombardia, con l’incongruo divieto di trasporto biciclette sui treni regionali, sembra non essere interessata a sviluppare questo segmento economico che, oltre a portare economia diffusa sui territori, permette di fare turismo all’insegna della vera sostenibilità: cosa c’è di meno inquinante di un viaggio in bicicletta, combinato con un tratto in treno?
Oggi più che mai, la questione della mobilità sostenibile è – o dovrebbe essere – al centro dell’attenzione della politica nazionale e non: TRENORD e la Regione Lombardia non possono sottrarsi all’impegno di incentivare un nuovo modello di mobilità, per la quotidianità ed il tempo libero.
Modernizzare il materiale rotabile, attrezzare treni per accogliere grandi gruppi, almeno lungo tratte di particolare interesse, adeguare le stazioni per permettere l’accesso facilitato ai binari a chi ha una bicicletta con un pesante bagaglio, realizzare parcheggi sicuri e protetti per chi deve lasciare la bicicletta in stazione: sono solo alcune delle iniziative indispensabili per scegliere di lasciare a casa la propria auto.

Daremo aggiornamenti per le aperture del mese di febbraio.
Per ogni informazione: 348 9752878 – info@labicimelegnano.it
Il 2021, seppur in continuità dal punto di vista sanitario con il precedente, non è stato un anno del tutto nefasto se consideriamo i progressi fatti a livello nazionale e locale in direzione di un nuovo modello di mobilità. Sono state introdotte importanti novità nel codice stradale: le case avanzate, spazi sicuri riservati ai ciclisti nei pressi degli incroci regolati dai semafori, il doppio senso ciclabile, già diffusissimo in tutta Europa – mancavamo solo noi! – le corsie ciclabili e le strade urbane ciclabili. I bici-incentivi hanno incrementato il numero degli utenti dei mezzi a due ruote ecologici anche se c’è ancora molto da lavorare sul cambiamento delle abitudini, soprattutto sulla consapevolezza che l’utilizzo dell’auto per i piccoli spostamenti non è solo anacronistico ma è soprattutto sconveniente, per sé e per gli altri. Ma più di un passo nella giusta direzione è stato fatto.
Abbiamo assistito a un nuovo approccio, da parte delle Amministrazioni locali, alla pianificazione degli spazi urbani ma soprattutto a un nuovo atteggiamento nei confronti della mobilità in generale. Non ci limitiamo a Melegnano: tante Giunte del territorio sono sempre più consapevoli che il cambiamento deve partire dal basso e che devono guidare le persone verso nuove abitudini; la paura di cambiare e l’attaccamento alle vecchie cattive consuetudini sono ancora troppo diffuse e gli interventi a livello urbano e cittadino servono proprio a stimolare un rinnovamento, non solo degli spazi, ma in ognuno di noi.
Gli interventi concreti sono tanti e sono sotto gli occhi di tutti: sempre più comuni hanno un Biciplan (compresa, da poco, la Città Metropolitana di Milano), l’adesione e la promozione della marchiatura dei telai per il contrasto ai furti, la ridistribuzione degli spazi stradali (es. corsie ciclabili della Via Emilia, nuovo progetto di Via Conciliazione, ecc) sono solo alcuni esempi di una nuova e sempre più diffusa attitudine verso un nuovo modo di muoversi in città.
Gli ultimi della classe sono coloro che non si sono ancora resi conto dell’urgenza del cambiamento, quelli sempre pronti a polemizzare quando viene tolto un posto auto per allargare un marciapiede, quelli che si ergono a difensori dei ciclisti solo quando il tema è completamente strumentalizzato a livello politico (perché la bicicletta ha un suo appeal nelle campagne elettorali), ma ripongono il mezzo appena terminate le elezioni (e quanto ci sarebbe piaciuto invece confrontarci in una qualche occasione delle tante proposte da Fiab Melegnano in questi anni!).
Un obbiettivo ambizioso e temerario per il 2022 potrebbe proprio essere quello di far venire voglia a queste persone di guardare in alto, come nel nuovo film Don’t look up con dei superlativi Leonardo Di Caprio, Jennifer Lawrence e Meryl Streep, ma in questo caso più di che guardare in alto si tratterebbe di guardarsi intorno e rendersi conto che esiste un mondo oltre la propria comfort zone e più in là di un palmo dal naso.
Buon anno e buone pedalate!
Diego Segalini
Presidente
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