SI TORNA A SCUOLA….a piedi e in bici, naturalmente

SI TORNA A SCUOLA….a piedi e in bici, naturalmente

Un altro anno scolastico è iniziato e agli studenti e studentesse di ogni età vogliamo augurare buon lavoro. E a scuola, dalle nostre parti, in molti vanno a piedi o in bici, grazie ai servizi di PEDIBUS E BICIBUS.

I servizi sono organizzati dai Comuni di Cerro al Lambro, Melegnano e Vizzolo Predabissi e sono messi a disposizione delle famiglie a titolo gratuito grazie al supporto di numerosi volontari. Per conoscere i dettagli di questi servizi vi consigliamo di rivolgervi ai comuni citati.
Se poi potete/volete dedicare un po’ del vostro tempo alla collettività, questa è un’ottima occasione per fare un’attività che vi richiede pochissimo impegno e vi farà sentire meglio: un po’ di sano movimento insieme ad un’allegra brigata di bimbi e bimbe vi aiuterà ad affrontare meglio la giornata, provare per credere!

Tra i numerosi volontari e volontarie di questi servizi, abbiamo anche i nostri soci e socie e di loro siamo molto, molto orgogliosi. Dimitri, Daniela, Fabrizio, Luciana, Maria, Marinella, Rosanna, Giuseppe: soci e socie speciali!
Magari anche tu ci stai pensando?

CICLOVIA DEL PONENTE LIGURE

CICLOVIA DEL PONENTE LIGURE

L’immagine è tratta dalla rivista BELL’ITALIA di settembre.
Lì troverete l’articolo dedicato a questo meraviglioso recupero di una vecchia ferrovia.
Una delle ciclabili più belle d’Italia

Il PROGRAMMA
OCCORRE DARE ADESIONE ENTRO VENERDI’ 4 SETTEMBRE
A fiabmelegnano@gmail.com

VIAGGIARE PER CONOSCERE

VIAGGIARE PER CONOSCERE

Da decenni le vacanze di famiglia sono in bicicletta, in Italia e all’estero.
Per me viaggiare significa imparare qualcosa da altri. Viaggiare in bici in altri paesi ti fa capire quanto possiamo (e quanto dobbiamo ancora) imparare per rendere le nostre città più ciclabili e accessibili ad ogni cittadino e la Francia, da questo punto di vista, ha molto da insegnare.
Quest’anno abbiamo visitato la zona della Loira e i suoi Castelli e, al netto del caldo assassino, sono zone incantevoli da fare in bici.
I percorsi sono chiaramente indicati con una segnaletica utile: per intenderci, una segnaletica che ti indica dove porta la ciclabile o il percorso e quanti chilometri mancano alla destinazione desiderata. Lo dico con un filo di polemica perché lungo i nostri percorsi capita spesso di trovare bivi con segnaletica che indica PISTA CICLABILE. Per andare dove? MAH!
Le città sono quasi tutte a 30km/h e la prima domanda che mi faccio sempre è: non andranno a lavorare questi francesi? Perché da noi alla proposta dei 30km/h l’osservazione tipica è che la gente deve andare a lavorare e non ha tempo da perdere (per la cronaca, trattasi mediamente di 3/4 minuti in più).
Per far rispettare la velocità moderata un tripudio di strade a chicane, magari semplicemente sistemando i parcheggi un po’ su un lato e un po’ nell’altro.
Le carreggiate per le auto ristrette al minimo, ma quasi sempre con accesso bici prioritario.
Sensi unici eccetto bici praticamente ovunque, e, soprattutto, tanta, tanta disponibilità e attenzione da parte di chi guida l’auto: mai un gesto di irritazione nonostante talvolta aspettassero in coda dietro di noi per centinaia di metri.
Sarà forse perché per ogni dove si incontrano cartelli come questo che ricordano di CONDIVIDERE LA STRADA?

Giulietta
Vicepresidente FIAB Melegnano

SICUREZZA SULLE STRADE E PROPOSTA DI LEGGE SULLA MOBILITA’ ATTIVA

SICUREZZA SULLE STRADE E PROPOSTA DI LEGGE SULLA MOBILITA’ ATTIVA

Dopo l’ennesima tragedia sulle nostre strade,
FIAB Italia rilancia l’appello per la proposta di legge sulla mobilità attiva.
Serve una svolta nelle politiche sulla sicurezza stradale

 

Comunicato stampa
Melegnano, 25/06/2026

In Italia la sicurezza stradale resta drammaticamente una questione ancora da risolvere. Il 18 giugno, a Reggio Emilia, un bambino di 11 anni ha perso la vita dopo essere stato investito da un camion della raccolta rifiuti. Qualche giorno dopo una donna in bici di 41 anni viene travolta da un automobilista che invade la sua corsia. In Trentino una ragazza di 14 anni viene uccisa, sempre da un automobilista, mentre si stava allenando in bicicletta.
Purtroppo questo triste elenco potrebbe andare avanti senza che alcuna presa di posizione forte da parte della politica che dovrebbe imporre, in cima alla propria agenda dal nazionale al locale, scelte non più rinviabili per ridurre il più possibile i rischi per le persone nei propri spostamenti quotidiani.

Su questo tema interviene anche il Presidente FIAB Melegnano Claudio Lanaro: “Ognuno deve fare la sua parte, sia a livello locale che a livello nazionale, come si suole spesso dire quando si tratta di problematiche di mobilità ed ambientali. Eppure, ci troviamo ancora oggi di fronte ad una insufficiente attenzione da parte delle istituzioni tutte nell’intraprendere investimenti a favore di una mobilità più equa e sostenibile”.

A livello nazionale, da oltre 30 anni FIAB si impegna in tutte le sedi istituzionali, in Italia e in Europa, per far sì che il diritto alla mobilità venga pienamente riconosciuto agli utenti attivi della strada come pedoni e ciclisti.
«Da oltre un anno giace alla Camera una proposta di legge che ho presentato insieme a FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – ha dichiarato l’onorevole Ghio – grazie anche al prezioso contributo di Andrea Colombo, per introdurre una vera svolta nelle politiche della sicurezza stradale, fra cui l’obbligo di installare dispositivi automatici contro gli angoli ciechi sui mezzi pesanti».
Si tratta di una legge che ha l’obiettivo di introdurre una nuova visione della mobilità, «fondata sulla tutela degli utenti più fragili della strada e sul principio che la sicurezza delle persone deve essere il primo criterio nella progettazione e nella gestione dello spazio pubblico».
Insomma, le tragedie di questi giorni e di questi mesi, con numeri che non accennano a ridursi, dimostrano che l’Italia non può continuare ad affrontare la sicurezza stradale come una successione di emergenze.

Serve invece lavorare per un vero e proprio modello di mobilità più equo e orientato alle persone, in modo da poter agire sulle cause profonde dell’insicurezza stradale.
È questo l’obiettivo della nascente Rete Italiana Mobilità Equa (RIME) che, per la prima volta, unisce realtà che si occupano di sicurezza stradale, rappresentanza delle vittime della strada, mobilità attiva, trasporto pubblico, e qualità dello spazio pubblico in Italia.
La mobilità è, secondo RIME, anche e soprattutto una questione sociale. Un modello di mobilità equa significa non polarizzato su una motorizzazione di massa ma fondato su trasporto collettivo capillare e avanzato, ciclabilità diffusa e camminabilità come porta d’accesso ai diritti per ogni età, abilità e genere. È un modello che genera efficienza, giustizia sociale, resilienza climatica e delle comunità.

RIME è frutto di un percorso collettivo di attiviste e organizzazioni nazionali e locali, unite da una visione chiara che vuole tradurre in azioni. La rete rappresenta oggi più di venti realtà ed è aperta al contributo di ulteriori organizzazioni e persone che ne condividano principi e obiettivi: insieme ad associazioni come quelle delle vittime della strada, tra cui il Comitato Vivere Meglio la città di Melegnano, aderisce a questa rete anche FIAB Italia

A livello locale, FIAB Melegnano lamenta una visione in genere non sufficientemente attenta delle varie amministrazioni del Sud Milano, con le quali ci si trova a dialogare. Esistono in alcuni casi interventi più o meno estemporanei a tutela della mobilità ciclabile, ma manca, nel maggior parte dei casi, quella ampia visione olistica che darebbe la giusta rilevanza alla Mobilità Sostenibile e porterebbe alla messa in campo di iniziative forti volte all’adozione di un vero e proprio modello di mobilità equo.
“Ciò, comunque, non ci porta a demordere – conclude il Presidente Lanaro – anzi, la nostra iniziativa continuerà incessante in tutto il Sud Milano”.

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