NUOVO CDS: PROVVEDIMENTI PENALIZZANTI PER LA BICICLETTA

NUOVO CDS: PROVVEDIMENTI PENALIZZANTI PER LA BICICLETTA

NOTA STAMPA di FIAB-  Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta del 8 giugno 2023

FIAB: i provvedimenti del Governo Meloni su tasse e restrizioni per le bici annunciati dal Ministro Salvini puntano a mettere le mani nelle tasche degli italiani, a partire dalle famiglie con bambini, e ad annientare l’uso della bicicletta, in contrasto con le raccomandazioni del Parlamento Europeo.

In risposta alla prospettiva di misure e norme ‘anti-bicicletta’ (casco, assicurazioni, targa e freccia obbligatori per monopattini e bici) annunciate dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini nel corso del ‘Question Time’ in Parlamento, FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, la più grande associazione in Italia di ciclisti non sportivi, ribadisce – come già fatto in una lettera inviata al Ministro a febbraio – che agendo in questa direzione non si interviene sulle tre principali cause di incidenti e collisioni stradali ovvero: velocità elevata, distrazione, mancanza di precedenza agli attraversamenti.

FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta si appella quindi alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per sapere se è d’accordo con la proposta della tassazione punitiva avanzata dal Ministro Salvini che va a colpire anche le famiglie con bambini e che, come sottolinea Confindustria-ANCMA nel suo comunicato, schiaccia il comparto del ciclo che genera un volume d’affari pari a oltre 3,2 miliardi di euro l’anno e, per quanto riguarda il cicloturismo, porta oltre 7 miliardi di euro di indotto, molti dei quali generati da turisti stranieri.

I provvedimenti annunciati da Salvini vanno, infatti, a colpevolizzare le vittime della violenza stradale, mettendo in campo normative che non esistono in nessun altro paese europeo. Anzi, proprio il Parlamento Europeo ha chiesto incentivi per la diffusione della bicicletta come mezzo di trasporto in città e nel tempo libero, strumento ideale della mobilità sostenibile grazie anche alle e-bike, che agevolano gli spostamenti sul lungo raggio, e alle cargo bike per le consegne nei centri urbani.
In Portogallo, ad esempio, è già stata tagliata l’IVA sull’acquisto delle biciclette, proprio per dare impulso alla mobilità attiva. La Svizzera è stata l’unico stato a sperimentare in passato obblighi analoghi a quelli oggi in Italia, decidendo poi di abolirli più di dieci anni fa perché ritenuti inutili e persino dannosi ai fini della sicurezza stradale.

La norma proposta dal Ministro Salvini, invece, non solo metterebbe le mani nelle tasche degli italiani – a cominciare dai bambini per i quali è l’unico mezzo possibile – ma, di fatto, annienterebbe l’uso della bicicletta, lo strumento che rende possibile una transizione ecologica rapida e che è alla portata economica di tutti.

Come dimostra in cosiddetto “Safety in numbers”, più bici circolano e più si abbassa il livello di rischio di collisioni tra tutti gli utenti della strada e quindi il numero complessivo di morti e feriti. Questa evidenza, acclarata da tutte le statistiche internazionali, è stata già recepita nel Piano Generale della Mobilità Ciclistica approvato nell’agosto del 2022 all’unanimità nella Conferenza unificata Stato-Regioni. Un traguardo importante e non trascurabile per allineare l’Italia agli standard internazionali e per trasformare le nostre strade in luoghi a misura di persone, oltre che di bicicletta. Parliamo infatti di un cambiamento culturale che punta alla riduzione dell’inquinamento, al benessere e a una migliore qualità della vita.

Proprio mentre FIAB lancia le Giornate Nazionali del Cicloturismo dell’10 e 11 giugno, si sottolinea l’inapplicabilità di questo proclama: come multare chi arriva in Italia su due ruote superando la linea del confine?

Guidare un veicolo richiede responsabilità ma ancor più responsabilità si chiede a chi guida il Paese.

MELEGNANO E L’AREA B DI MILANO

MELEGNANO E L’AREA B DI MILANO

COMUNICATO STAMPA
Melegnano, 4 dicembre 2022

Leggiamo dai giornali locali che i Comuni della nostra zona stanno affrontando il tema dell’Area B di Milano: sostanzialmente si chiede di sospendere il provvedimento adottato dalla città di Milano perché metterebbe in difficoltà economica i cittadini che si muovono in auto per lavoro.
Ci sono sfumature diverse tra i Sindaci che lasciano intravedere prese di posizione partitiche più che preoccupazione vera nei confronti dei propri cittadini, forse in previsione delle prossime elezioni regionali?

Sicuramente il tema della mobilità delle persone E’ un tema strategico, insieme ad altri, per il prossimo Governo della Regione e, leggendo quanto riportano i media locali, ciò che ci preoccupa maggiormente è vedere ancora una forte contrarietà nei confronti di politiche volte alla riduzione dell’uso dell’auto privata.

I provvedimenti di divieto di accesso in certe aree o il pagamento sono forme ampiamente adottate, insieme ad altre, laddove si fanno politiche per disincentivare l’uso dell’auto privata in favore di altri modelli di mobilità sostenibile, con l’obbiettivo di alleggerire il traffico urbano e rendere più vivibili le città.
I provvedimenti adottati da Milano, prima Area C e ora Area B, vanno in questa direzione, anche se, a leggere i dati, sembra che l’attuazione di Area B non stia dando i risultati sperati: forse per le numerose deroghe che permettono a molti di accedere comunque? Questo lo lasciamo dire ad altri.

A noi invece preme sottolineare ancora una volta che quasi tutte le parti politiche, sebbene con sfumature diverse, non riescono a dire in modo chiaro che occorre diminuire il tasso di motorizzazione, in Lombardia, nelle nostre città come nel resto dell’Italia.
Qualche dato: in Lombardia ci sono 2 auto ogni 3 abitanti, 1 auto ogni 2 metri.
L’Italia è il Paese con il più alto tasso di motorizzazione, dietro al Lussemburgo: 670 auto ogni 1000 abitanti.
I problemi delle nostre città sono la mancanza di spazi e nessun amministratore pubblico potrà mai dare risposte alle esigenze sempre crescenti di chi possiede un’auto, se non pensando di togliere il poco spazio residuale rimasto alle persone, quelle che si muovono con due gambe, di età variabile da 0 a 100 anni!

Da Amministratori Pubblici illuminati ci aspettiamo che facciano richieste per potenziare il trasporto pubblico a partire dalla riattivazione della linea S12 soppressa da TRENORD (alias Regione Lombardia) e mai ripristinata; ci aspettiamo che si riveda il trasporto pubblico su gomma in un’ottica nuova, più aderente alle nuove esigenze delle persone; ci aspettiamo che vengano realizzati progetti innovativi di car-sharing per permettere alle persone, ad esempio, di evitare di avere un’auto privata; ci aspettiamo interventi veri sul tema della mobilità ciclistica e, rimanendo in tema di Città Metropolitana, ci aspettiamo che venga data immediata attuazione al progetto CAMBIO per lo sviluppo della rete ciclabile metropolitana.
In poche parole: dai nostri Amministratori Pubblici e politici locali ci aspettiamo una visione diversa della mobilità che permetta alle persone di poter risparmiare circa 7.000€ all’anno solo perché possono fare a meno di almeno 1 auto in famiglia.

Questo chiediamo alla politica locale e agli Amministratori pubblici: il coraggio di aiutare le persone a cambiare stile di mobilità. E chiediamo impegni precisi verso una transizione ecologica vera della mobilità a chi vuole il nostro voto per governare la Regione Lombardia.

Info: 348 9752878

ITALY BIKE TOUR CON IL NOSTRO SOCIO IVAN

ITALY BIKE TOUR CON IL NOSTRO SOCIO IVAN

Nelle nostre campagne per promuovere l’uso della bicicletta non siamo soli e ci fa piacere accompagnare, almeno idealmente, in questo percorso in bicicletta lungo gli Appennini uno dei nostri soci, Ivan Negretti.


Comunicato stampa

Pedalando verso il futuro
Campagna di sensibilizzazione ed educazione ambientale
a cura di OCEANUS onlus

OCEANUS promuove l’uso della bicicletta come mezzo abituale di trasporto urbano e chiede alle Amministrazioni Pubbliche di prendere provvedimenti per favorirne e tutelarne l’uso; per promuovere la bicicletta anche nel tempo libero, sia per riscoprire aspetti culturali ed ambientali del nostro territorio, sia per favorire amicizie e socializzazione.
La bicicletta è uno stile di vita, è un modo diverso e più naturale di affrontare il tempo e di combattere lo stress.
In alcune città italiane le piste ciclabili sono ormai una realtà consolidata, ma moltissimo va ancora fatto: va cambiata la mentalità degli automobilisti e dei motociclisti, va incrementato il rispetto per chi ha deciso di lasciare a casa l’auto.
Ormai la bicicletta punta a divenire un vero mezzo di trasporto alternativo in grado di migliorare la viabilità dei centri urbani. E’ ampiamente dimostrato come l’utilizzo della bicicletta per i brevi tragitti urbani rappresenti una soluzione vantaggiosa sia per il tempo impiegato sia per l’estrema facilità di parcheggio. Rinunciare a spostarsi in auto, fa parte delle buone pratiche che tutti dovremmo adottare.
Usare la bicicletta nei piccoli spostamenti quotidiani è la risposta alle nostre città sempre più congestionate dal traffico e dall’inquinamento prodotto dai motori a scoppio. Andare in bicicletta è anche un’opportunità di riscoprire in modo divertente, salutare ed ecologico le nostre città. Non chiediamo di viaggiare in sella per ore, pedalando per chilometri, ma di aiutarci a convincere tante persone a modificare le loro piccole abitudini quotidiane, lasciare a casa l’auto e inforcare la bici per i piccoli tragitti urbani.

ITALY Bike Tour
Percorrere l’Italia da Sud a Nord, attraversarla al centro della sua catena montuosa più lunga, gli Appennini, ripercorrere le strade antiche, quelle dei contadini e delle periferie del nostro mondo, attraversare parchi naturali, opere della natura che il mondo ci invidia, il tutto per 1.200 Km. La partenza del tour in bicicletta, patrocinato dal CONI e dall’ Unione Sportiva Stampa Italiana è prevista per il 20 giugno 2022, da Napoli con arrivo a Milano il 26 giugno, senza assistenza, sui pedali con la sola forza delle gambe dei nostri soci capitanati da Ivan Negretti, ciclista esperto.

Le tappe:
1° Tappa – 20 giugno Napoli – Castel di Sangro;
2° Tappa – 21 giugno Castel di Sangro – L’Aquila;
3° Tappa – 22 giugno l’Aquila – Perugia;
4° Tappa – 23 giugno Perugia – Volterra passando da Siena;
5° Tappa – 24 giugno Volterra – Abetone;
6° Tappa – 25 giugno Abetone – Borgo Val di Taro;
7° Tappa – 26 giugno Borgo Val di Taro – Milano.

Un lungo percorso, documentato con materiale foto e video in tempo reale, numerose le testate che seguiranno l’evento, che toccherà i parchi naturali più importanti della nostra Nazione promuovendo in Italia e all’estero il nostro inestimabile patrimonio naturalistico e culturale.

Ufficio Stampa
OCEANUS research group non-governmental organization
LA TRAGEDIA DELL’ASILO DELL’AQUILA: STRADE SCOLASTICHE SUBITO

LA TRAGEDIA DELL’ASILO DELL’AQUILA: STRADE SCOLASTICHE SUBITO

COMUNICATO STAMPA

Dopo la tragedia de L’Aquila, subito divieto di transito e sosta per auto e moto nei pressi di  tutte le scuole. 

Sulle strade italiane muore un bambino ogni 12 giorni. Le strade vicino alle scuole si confermano ad altissimo rischio. Le associazioni per la mobilità attiva e sostenibile chiedono interventi immediati.
Ieri a L’Aquila, un’automobile incustodita ha sfondato la recinzione di una scuola materna, uccidendo un bambino e ferendone altri cinque.
È la norma davanti agli istituti scolastici di tutta Italia: automobili e mezzi a motore che sostano o sfrecciano di fronte agli ingressi delle scuole di ogni ordine e grado, creando pericolo, inquinamento e cattiva educazione stradale. A subirne le conseguenze nefaste, come sempre accade, vittime innocenti. Ancora una volta si sarebbe potuto evitare.

Per limitare i danni, diretti e indiretti, prodotti dai mezzi a motore, dal 2020 è stata introdotta nel Codice della Strada la “zona scolastica”. Un’area in prossimità della scuola, in cui è garantita una “particolare protezione dei pedoni e dell’ambiente”  (art. 3 comma 58-bis del C.d.S.).
Per istituire una strada scolastica è sufficiente che il Sindaco emetta un provvedimento limitativo della circolazione, sosta o fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli (art. 7 comma 11 bis del C.d.S.).
Nonostante siano trascorsi due anni dall’introduzione delle strade scolastiche nel Codice della Strada, questo provvedimento è stato adottato solo da poche decine di comuni su un totale di oltre 8000. Si tratta di un numero irrisorio a fronte del valore in termini di sicurezza e salute per i nostri bambini, soprattutto se paragonato alle centinaia di strade scolastiche già realizzate in città europee come Londra (500), Parigi (170) e Barcellona (150).

Le strade scolastiche sono strumenti facilmente attuabili, normati e riconosciuti ovunque come indispensabili. L’inerzia da parte dei Comuni nell’istituirle ha purtroppo conseguenze molto pesanti: la tragedia di ieri è solo l’ultimo episodio sconvolgente di uno stile di mobilità non più accettabile, non più sostenibile. Leggiamo messaggi di cordoglio da parte di Parlamentari, Presidenti di Regione e Sindaci. Il cordoglio non basta. Si vada oltre.

Chiediamo che:

  • I Sindaci colmino il ritardo accumulato in questi due anni, ed emettano, già da domani, divieti di transito e parcheggio ad auto e moto di fronte ad asili e scuole: bastano un’ordinanza, un cartello e una transenna.

  • I Dirigenti scolastici liberino da subito i cortili delle scuole dal parcheggio delle auto di personale e genitori, che sono un rischio quotidiano di tragedie e privano i più piccoli di spazi di gioco ed educazione all’aperto.

  • Il Parlamento renda obbligatoria l’istituzione delle zone scolastiche davanti a ogni istituto, con chiusura al traffico e alla sosta delle macchine come minimo negli orari di entrata e uscita degli alunni mediante barriere fisiche.

  • I Presidenti e Consiglieri di Regione facciano pressione a livello nazionale affinché l’obbligo sia istituito.

Coordinamento Associazioni e Movimenti Ambientalisti per la Mobilità Attiva e Sostenibile.

FIRMATARI (in ordine alfabetico):
Bike4City Aps
Bikeitalia.it
Bike to school Asd
Bike to school Napoli
Cicloriparo Genova
Cinnica libera consulta per l’infanzia – Bologna
Circoliamo Sampierdarena
Cittadini per l’Aria
Clean Cities Campaign
Consulta cittadina sicurezza stradale, mobilità dolce, sostenibilità di Roma Capitale
Consulta della Mobilità Ciclistica e Moderazione del Traffico di Torino
Consulta comunale della Bicicletta di Bologna
Ecoborgo Campidoglio Aps Torino
Famiglie senza auto
FIAB Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta
Fondazione Michele Scarponi Onlus
Fondazione Luigi Guccione
Genitori AntiSmog
hub.MAT APS
Kyoto Club
Legambici – Legambiente per la mobilità attiva e la ciclabilità APS, Milano
Legambiente Onlus
Massa Critica Genova
Massa Marmocchi – In bici a scuola Milano
Milano Bicycle Coalition ASD
Napoli per Bambini
Salvaiciclisti-Bologna APS
Salvaiciclisti Roma – Sic Roma APS
Teachers For Future Italia
t-Riciclo Bimbi a Basso Impatto
#genovaciclabile

ARRIVERA’ LA PRIMAVERA, MA I TRENI CON LA BICICLETTA AL SEGUITO IN LOMBARDIA SONO ANCORA AL PALO

ARRIVERA’ LA PRIMAVERA, MA I TRENI CON LA BICICLETTA AL SEGUITO IN LOMBARDIA SONO ANCORA AL PALO

Le bigie giornate di questi mesi invernali hanno messo in letargo la questione treno+bici, ma la primavera arriva molto prima di quanto non si pensi e il problema di chi vorrebbe utilizzare la bicicletta col treno riesploderà insieme al crescente sviluppo del settore del cicloturismo in Lombardia come nel resto d’Italia.
Con punte del +40% di incremento nel 2021 in zone come il Lago di Garda e di Como (dati Expedia), il settore del cicloturismo sta dimostrando essere una “vera gallina dalle uova d’oro” per il rilancio del turismo e delle economie locali.
Come sanno gli esperti del settore, il cicloturismo non vive di soli percorsi ciclabili, ma ha necessità di una serie di servizi che rendono la vacanza in bicicletta semplice, oltre che piacevole. Il servizio di trasporto treno+bici è uno dei servizi essenziali che permette di “allungare” il proprio viaggio e raggiungere anche località non facilmente accessibili in bici in giornata.
La Regione Lombardia, con l’incongruo divieto di trasporto biciclette sui treni regionali, sembra non essere interessata a sviluppare questo segmento economico che, oltre a portare economia diffusa sui territori, permette di fare turismo all’insegna della vera sostenibilità: cosa c’è di meno inquinante di un viaggio in bicicletta, combinato con un tratto in treno?

Oggi più che mai, la questione della mobilità sostenibile è – o dovrebbe essere – al centro dell’attenzione della politica nazionale e non: TRENORD e la Regione Lombardia non possono sottrarsi all’impegno di incentivare un nuovo modello di mobilità, per la quotidianità ed il tempo libero.
Modernizzare il materiale rotabile, attrezzare treni per accogliere grandi gruppi, almeno lungo tratte di particolare interesse, adeguare le stazioni per permettere l’accesso facilitato ai binari a chi ha una bicicletta con un pesante bagaglio, realizzare parcheggi sicuri e protetti per chi deve lasciare la bicicletta in stazione: sono solo alcune delle iniziative indispensabili per scegliere di lasciare a casa la propria auto.

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