Mentre da più parti Comuni e Regioni stanno cercando di promuovere l’uso della bicicletta per evitare che le città diventino invivibili a causa dell’aumento del traffico cittadino, la Regione Lombardia che fa? Vieta l’utilizzo del treno con la bicicletta, con buona pace delle migliaia di lavoratori che magari hanno solo questa come possibilità di spostamento per il lavoro o della promozione del cicloturismo nella nostra regione. Si seguito la lettera aperta del nostro presidente che da anni si sposta in modalità treno+bici per andare al lavoro e da domani non potrà più farlo.

“Cara Trenord,
volevo dirti che la tua ultima scelta (divieto di utilizzo bici col treno) non mi sorprende per niente, non hai mai fatto nulla per agevolare il pendolarismo intermodale (es. treno + bici). Nelle altre regioni ci hanno almeno provato, qualcuno ci è anche riuscito, mentre il tuo l’unico “investimento” è stata l’installazione dell’inutile canalina metallica al lato delle scale nei sottopassaggi. Me lo aspettavo che prima o poi avresti vietato l’accesso alle bici. È anche capitato che qualche tuo dipendente non ci facesse salire su treni mezzi vuoti su cui l’accesso alle biciclette era previsto (ma comunque a discrezione del capotreno).

Da anni io faccio parte della categoria di lavoratori pendolari che si spostano in treno con bici e mi sono sempre sentito disincentivato a continuare: la totale assenza di spazi dedicati, i posti “contati”, gli utenti/clienti uno contro l’altro, a litigare per pochi spazi, inadeguati, come te. Hai in gestione una delle migliori reti ferroviarie al mondo, hai da anni la possibilità di migliorare la qualità della vita in Regione, ma non hai mai voluto farlo veramente: penso che ci siano troppi interessi economici e politici che i tuoi capi vogliono tutelare.

Ora i treni sono mezzi vuoti, credo che adibire mezza carrozza con qualche “gancio” per le biciclette non avrebbe tolto il posto a sedere a nessuno, né messo in crisi le tue finanze, ma il tuo vero obbiettivo è non farle salire vero?
I tuoi “capi” in Regione non vogliono favorire una transizione della mobilità in direzione di sostenibilità, salute, ridistribuzione degli spazi, giusto? E soprattutto a loro (e chi li vota) non piace il colore della pelle di tutti quei ragazzi che hanno portato da mangiare a mezza Milano durante il lockdown o sbaglio? Fidati che non andranno a spacciare come vorresti, perché sono persone oneste e grandi lavoratori e ci metteranno molto poco a comprarsi una bici pieghevole (ancora ammessa sui treni, come i monopattini).

Cara Trenord, lasciatelo dire, stai veramente facendo una figuraccia e Milano diventerà un posto migliore anche senza il tuo aiuto. Anzi lo è già, visto che il trasporto delle bici su tutti i suoi mezzi non è vietato, ma è gratuito.
Diego Segalini
Presidente FIAB Melegnano”