da Giulietta | Nov 29, 2021 | News
Iniziamo l’ultimo mese dell’anno pensando a salvare la nostra bicicletta: vi aspettiamo a San Donato Milanese per la punzonatura contro il furto. Ma potete approfittare della nostra presenza per rinnovare o sottoscrivere la tessera FIAB per il 2022: regalati una tessera per natale e regalala alle persone che ami. Con l’assicurazione RC del ciclista, l’abbonamento alla rivista BC e l’Almanacco della bici inclusi nella tessera farai un figurone quest’anno!

da Giulietta | Nov 28, 2021 | News
Stiamo seguendo, insieme a oltre 20 associazioni cicloambientaliste, l’iter del PNSS – Piano Nazionale della Sicurezza Stradale – : sono state trasmesse le Linee Guida del PNSS alle Camere il 16 novembre scorso e si è in attesa di un parere del SENATO entro il 30 novembre.
Con un documento congiunto inviato nei giorni scorsi al Ministro Giovannini si chiede di rivedere e modificare le Linee Guida prima della sua approvazione: “….l’impostazione del piano, infatti, si poggia diffusamente sulla responsabilizzazione di chi la violenza stradale la subisce: pedoni e ciclisti, bambini e anziani, sfociando nella colpevolizzazione delle vittime….”
Il documento completo qui
da Giulietta | Nov 20, 2021 | News

COMUNICATO STAMPA
19 NOVEMBRE 2021
PIANO NAZIONALE SICUREZZA STRADALE 2030:
MANCA FOCUS SULLA PREVENZIONE E LE VITTIME RIMANGONO PIU’ DEBOLI
È appena stata trasmessa alle Camere dal Ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibile la proposta di indirizzi del Piano nazionale sicurezza stradale 2030 (PNSS), con le aree di intervento per il prossimo decennio in tema di sicurezza stradale, con l’obiettivo di dimezzare il numero di morti e feriti sulle nostre strade.
Bambini, anziani, pedoni, ciclisti e motociclisti sono indicate come categorie a maggior rischio, ma secondo le linee guida del PNSS la responsabilità della sicurezza è tutta a carico loro: una impostazione inaccettabile, che le Associazioni del Terzo Settore, le reti territoriali e i movimenti per la sicurezza stradale e la promozione della mobilità ciclistica denunciano e portano all’attenzione del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.
Si parla finalmente di “migliorare le caratteristiche dell’infrastruttura” pedonale e ciclabile e di “ridurre le differenze di velocità” tra le utenze vulnerabili e i mezzi a motore: come sappiamo la riduzione della velocità è lo strumento più efficace per azzerare la mortalità sulle strade in quanto permette, prima di tutto, la visibilità reciproca oltre a diminuire la gravità dell’impatto.
La cornice del Piano è però al contrario quella della deresponsabilizzazione degli utenti forti, riconducendo il fattore “errore umano” in fatalità, nella previsione – e rassegnata accettazione – che tali conducenti siano necessariamente distratti e, oltre ad impattare tra loro, non si possano accorgersi della presenza di pedoni e ciclisti. Ricorrono nel piano continui e allarmanti richiami alla responsabilizzazione dell’utenza vulnerabile e alla protezione passiva.
Ad esempio l’ipotesi del casco obbligatorio, provvedimento considerato perdente da tutta la letteratura internazionale sulla sicurezza stradale in caso di impatto con veicoli di massa e peso maggiore, in quanto il casco per bicicletta è un dispositivo omologato per cadute individuali inferiori a 25 km/h. Nel resto dei paesi europei si punta piuttosto sulla prevenzione e sull’eliminazione del rischio per avere un’effettiva diminuzione della mortalità.
Il piano così impostato rischia di rendere del tutto vano l’impegno dichiarato dal Ministro Giovannini sulla mobilità sostenibile, l’accessibilità e la sicurezza stradale, i recenti stanziamenti del PNRR lo confermano, infatti invitare chi viene colpito, e non chi colpisce, a prendere precauzioni risponde evidentemente a una logica conservativa almeno quanto arretrata, che ha quale risultato accertato diminuire gli incidenti totali, ma al contempo aumentare costantemente la mortalità dell’utenza debole.
Solo prevenendo l’incidentalità con una strategia attiva di riduzione della velocità, delle opere di moderazione del traffico e di ridisegno dello spazio pubblico possiamo sperare di raggiungere questi obiettivi. Mentre Parigi, Madrid, Bruxelles hanno già scelto di abbassare i limiti di velocità ed Helsinki ha raggiunto le zero vittime grazie al limite dei 30 km/h nelle aree urbane. Ai primi di ottobre 2021 il Parlamento Europeo ha votato (615 favorevoli, 24 contrari, 48 astenuti) una risoluzione per abbassare a 30 Km/h il limite di velocità in tutte le aree edificate: mentre l’Europa va verso il futuro, l’Italia torna indietro di decenni.
Il Ministro Giovannini, attento alla sostenibilità ambientale e sociale, non può permettere che venga avallata un’impostazione di fondo del Piano centrata sull’automobile di massa e basata su una colpevolizzazione delle vittime più vulnerabili e la deresponsabilizzazione dei conducenti dei veicoli a motore, in quanto tale Piano risulterebbe antiquato e inefficace; mentre, di contro, pedoni e ciclisti continuano a morire ogni giorno a causa di un traffico motorizzato pervasivo, aggressivo e pericoloso.
Si chiede pertanto a gran voce al Governo e al Parlamento che le linee guida per il PNSS siano ridiscusse e riviste perché possano davvero salvare delle vite.
Coordinamento
Associazioni e Movimenti
Cicloattivisti e Ambientalisti
Salvaiciclisti Bologna
Salvaiciclisti Roma – Sic Roma
Ciclostile – ciclofficina popolare del Centro Sociale Bruno – Trento
hub.MAT APS – Olbia
Milano Bicycle Coalition ASD
Legambici APS Milano
Kyoto Club
Alleanza Mobilità Dolce
Rete Vivinstrada
Bikeitalia.it
Greenpeace Italia
Cittadini per l’Aria Onlus
Bike to School
Bike4City
Napoli Pedala
Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta
da Giulietta | Nov 11, 2021 | Blog, News

PER ISCRIZIONE GRATUITA:
BICI ITALIA, mercoledì 17, clicca qui
24 STORIE DI BICI, giovedì 18, clicca qui
BOOKCITY A MELEGNANO…E LA CULTURA PASSA ANCHE DALLA BICICLETTA
In collaborazione con la Biblioteca di Melegnano le presentazione con gli autori di
“BICI ITALIA” e “24 STORIE DI BICI”
Mentre ancora si vivono incertezze legate alla pandemia, si tenta di ragionare sul #DOPO, e ce ne offre l’opportunità l’edizione BOOCITY2021 per interrogarsi su cosa succederà dopo, in senso metaforico e non. Occorre compiere un grande sforzo collettivo di immaginazione, per pensare il futuro e plasmarlo come crediamo, per capire come mettere a frutto un’esperienza tanto dolorosa quanto inedita.
FIAB Melegnano propone due serate per parlare di bicicletta, un mezzo di trasporto che è stato riscoperto da molti proprio a seguito della pandemia e per molti è entrato a far parte di un nuovo stile di vita.
Iniziamo mercoledì 17 novembre alle 21 nella Sala delle Battaglie del Castello Mediceo di Melegnano con la presentazione della guida Bici Italia di Antonio Dalla Venezia (https://www.ediciclo.it/libri/dettaglio/bici-italia).
Nel 2021 in Italia si è registrato un vero e proprio boom del cicloturismo che ha interessato – da giugno ad agosto – l’intera penisola. Per chi è incuriosito da questo modo di fare vacanza questa serata è imperdibile: l’autore Antonio Dalla Venezia ha un’esperienza di viaggi in bicicletta ultradecennale, in Italia e all’estero. A lui si deve l’idea di una Rete Nazionale per la ciclabilità – Bicitalia – una rete ancora in divenire ma che ha già numerosi percorsi utili per una vacanza in bicicletta. La guida che verrà illustrata presenta 20 di questi percorsi, con tante informazioni utili, dagli alberghi ai posti da visitare e le tracce da scaricare, per organizzare il vostro biciviaggio.
Giovedì 18 novembre, alle 21 in Castello saranno presenti gli autori di “24 storie di bici” di Alessandra Schepisi e Pierpaolo Romio
Schepisi, giornalista di Radio24, con la sua trasmissione A Ruota Libera racconta da anni un mondo fatto di variegate storie di persone e situazioni legate al mondo della bicicletta. Queste storie – in parte – sono diventate un divertente libro scritto in coppia con Pierpaolo Romio, colui che ha “inventato l’industria del cicloturismo” in Italia e ne ha fatto una fiorente attività imprenditoriale. Ma la fervida inventiva di Romio ha prodotto anche un modello molto curioso di bicicletta, la buddy bike, che potrà essere scoperta – e forse provata? – durante la serata.
Per l’accesso alla Sala del Castello è necessario il GREEN PASS.
Info: 348 9752878 – fiabmelegnano@gmail.com


da Giulietta | Nov 8, 2021 | News
COMUNICATO STAMPA
FIAB-FEDERAZIONE ITALIANA AMBIENTE E BICICLETTA PROMUOVE LA PETIZIONE EUROPEA PER VIETARE LE PUBBLICITÀ DELLE AZIENDE MAGGIORMENTE RESPONSABILI DELLA CRISI CLIMATICA
All’antivigilia del Transport Day della COP26 del 10 novembre e a pochissimi giorni dall’invio (insieme a una coalizione di 60 associazioni pro-bici) dell’ appello ai governi riuniti a Glasgow affinché incentivino nei loro paesi l’uso della bicicletta quale mezzo a emissioni zero in grado di contribuire in modo efficace a raggiungere gli obiettivi climatici, FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha deciso di sostenere e promuovere attivamente un’importante Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) che chiede di vietare le pubblicità e le sponsorizzazioni delle aziende maggiormente responsabili della crisi climatica, comprese le multinazionali dell’auto.
L’ICE è un meccanismo ufficiale previsto dall’Unione Europea secondo cui, se vengono raccolte un milione di firme nell’arco di un anno, la Commissione Europea ha l’obbligo di discuterne e di pronunciarsi in merito alla proposta di legge dei cittadini.
L’iniziativa è stata lanciata in Italia da Greenpeace lo scorso 4 ottobre e FIAB ha deciso di contribuire alla raccolta firme, anche in vista dei negoziati internazionali sul clima della COP26 che si stanno svolgendo a Glasgow in questi giorni. Il summit è una delle ultime occasioni per i leader mondiali per invertire decisamente la rotta sul tema emissioni CO2.
“Come Greenpeace accogliamo positivamente l’adesione di FIAB alla campagna” dichiara Federico Spadini, campagna clima di Greenpeace Italia. “Il lavoro di FIAB per contrastare una mobilità inquinante e basata sull’auto privata è il naturale contraltare del tentativo comune di smascherare l’inganno dietro gli annunci pubblicitari dei grandi inquinatori, come il settore automobilistico, le compagnie aeree e le multinazionali del petrolio e del gas”.
“Siamo lieti di collaborare con Greenpeace su questo fronte” dice Alessandro Tursi, presidente FIAB. “È infatti essenziale sgombrare il campo da false ‘narrazioni’ che, nonostante l’immane sfida della crisi climatica, continuano a promuovere un sistema di mobilità basato sull’auto privata. Occorre invece puntare sulle vere soluzioni, tra cui la bici, che non produce CO2, non inquina, limita il consumo di suolo e non danneggia la salute individuale e collettiva, ma anzi ci fa rimanere in forma.”
Anche FIAB, dunque, invita tutti a firmare la proposta ICE per chiedere all’Unione Europea di vietare le pubblicità e le sponsorizzazioni delle aziende maggiormente responsabili della crisi climatica, comprese le multinazionali dell’auto, collegandosi a https://banfossilfuelads.org/ e cliccando su “act now”.
Vietare le campagne pubblicitarie e le sponsorizzazioni dell’industria dell’automotive, così come dei colossi petroliferi e delle compagnie aeree, impedirebbe a queste aziende inquinanti di distorcere e sviare il dibattito sulle soluzioni alla crisi climatica.
Sembra forse un obiettivo troppo ambizioso, eppure è già accaduto un fatto simile con l’industria del tabacco, quando l’Unione Europea riconobbe il rischio per la salute e vietò alle aziende di farsi pubblicità. Firmando questa petizione è possibile ottenere lo stesso risultato nei confronti delle multinazionali dell’auto ma, soprattutto, ci sarà più spazio per promuovere le vere soluzioni di mobilità sostenibile, come la bici.
QUI per firmare la petizione europea
da Giulietta | Nov 2, 2021 | News

COMUNICATO STAMPA – 2 NOVEMBRE 2021
Dalla coalizione globale “pro-bici” l’appello ai governi della COP26:
INCREMENTARE L’USO DELLA BICICLETTA
PER RIDURRE RAPIDAMENTE LE EMISSIONI DI CO2
Firmata da ECF-European Cyclists’ Federation, FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e da altre 60 organizzazioni, la ‘lettera aperta’ inviata ai Ministri dei Trasporti dei paesi partecipanti alla conferenza di Glasgow sottolinea le opportunità offerte dalla bicicletta e l’urgenza di aumentarne i livelli di uso quotidiano, per contribuire in modo efficace a raggiungere gli obiettivi climatici.
Oggi FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, insieme a ECF – European Cyclists’ Federation (di cui FIAB è membro) e a una coalizione globale di oltre 60 organizzazioni pro-bici, rende pubblica la lettera aperta inviata in questi giorni ai leader e ai Ministri dei Trasporti dei paesi che partecipano alla COP26 di Glasgow, in cui si invita i governi a impegnarsi per aumentare significativamente l’uso della bicicletta quale mezzo alternativo realmente sostenibile nei loro paesi, per poter centrare gli obiettivi climatici globali.
Il mondo ha bisogno di molte più persone in bicicletta se vogliamo combattere la crisi climatica. Senza un’azione più rapida e determinata da parte dei governi di tutto il pianeta per ridurre le emissioni di carbonio dei trasporti, condanneremo le generazioni presenti e future a un mondo molto meno abitabile.
Le emissioni di CO₂ del settore dei trasporti continuano ad aumentare. Nel frattempo, la transizione verso auto e camion a emissioni zero richiederà decenni per essere completata e non risolverà altri problemi come la congestione del traffico e gli stili di vita sedentari. Nonostante ciò, la Giornata dei trasporti COP26 del 10 novembre si concentrerà esclusivamente sull’elettrificazione dei veicoli stradali come soluzione alla crisi climatica che stiamo affrontando oggi.
FIAB, ECF e le altre associazioni in Europa e nel mondo credono che la bicicletta rappresenti una delle più grandi speranze dell’umanità verso un futuro a zero emissioni di carbonio. La bicicletta, infatti, è realmente a emissioni zero, ha un impatto sociale positivo di vasta portata e, cosa più importante, è un mezzo già ampiamente disponibile oggi, in tutte le sue declinazioni. Il mondo non può permettersi di aspettare decenni prima che le auto a combustibili fossili vengano completamente eliminate e sostituite da veicoli elettrici. È per questo che i firmatari della lettera sottolineano l’urgenza di sfruttare le soluzioni offerte dalla bici e invitano i governi e i leader che partecipano alla COP26 a impegnarsi per aumentare significativamente i livelli di utilizzo della bicicletta nei loro paesi, fissando anche un obiettivo globale.
Alessandro Tursi, Presidente di FIAB e già vicepresidente ECF: “FIAB è in prima linea in questa coalizione globale che promuove l’uso della bicicletta, solo unendo le forze potremo far arrivare il messaggio forte e chiaro ai governi presenti alla COP26: la mobilità elettrica non è la soluzione, se vogliamo davvero ridurre le emissioni di carbonio in modo rapido e deciso, come ci impone la crisi climatica. Per il settore trasporti dobbiamo investire sulla mobilità attiva, in particolare sulla bicicletta, che porta con sé molti altri risvolti positivi sull’uso dello spazio pubblico, sulla salute individuale e collettiva, sulla riduzione degli incidenti e l’inclusione sociale. Non rimane più molto tempo, bisogna agire ora”.
Jill Warren, CEO di ECF- European Cyclists’ Federation: “Aumentare significativamente l’uso della bicicletta è l’unico modo che i governi hanno per ridurre le emissioni abbastanza rapidamente ed evitare il peggio della crisi climatica. Gli effetti devastanti dell’accelerazione del riscaldamento globale dovrebbero essere chiari a tutti e aumentare i livelli di utilizzo della bicicletta è il modo migliore per ridurre rapidamente le emissioni di carbonio dai trasporti su vasta scala”.
Henk Swarttouw, Presidente di ECF – European Cyclists’ Federation e della WTA – World Cycling Alliance: “La bicicletta dovrebbe essere una pietra angolare delle strategie globali, nazionali e locali per raggiungere gli obiettivi di zero emissioni di carbonio. Alla COP26, i governi devono impegnarsi a fornire finanziamenti e leggi per uno spazio sicuro ed equo per la bicicletta ovunque. I cittadini sono pronti al cambiamento; ora i nostri leader devono attuarlo”.
Link al testo della lettera aperta inviata ai governi alla COP26:
– TESTO ORIGINALE IN INGLESE
– TESTO “ITA” INVIATO AL GOVERNO ITALIANO
Per maggiori informazioni: www.cop26cycling.com