MELEGNANO: BASTA SOSTA SELVAGGIA!

MELEGNANO: BASTA SOSTA SELVAGGIA!

Anche Melegnano poco a poco torna a riempirsi dopo le vacanze estive e inesorabilmente si torna alle antiche cattive abitudini del “piazzo la macchina dove mi serve”.
Ormai l’esasperazione è palpabile tra i cittadini e cittadine.

Sotto la mail inviata all’assessore Vailati, al sindaco Bellomo e alla Polizia Municipale di Melegnano dopo l’ennesimo sopruso da parte di chi si sente in diritto di parcheggiare ovunque, anche se questo può significare impedire l’accesso alle ambulanze.

“Buon pomeriggio.
Vorrei metterVi al corrente di un episodio verificatosi tra le 15 e le 15.30 di oggi, 26 Agosto. 
Due pattuglie di Polizia Locale erano ferme in Via Cesare Battisti, mi hanno poi spiegato che era per un intervento.

Mi sono avvicinata per chiedere una informazione in modo cortese: di chi è la competenza delle multe per le auto in sosta (anche in quel preciso momento) in Via Cesare Battisti (la stradina che porta alla Croce Bianca e da dove deve passare l’ambulanza)? Un vigile mi ha risposto appunto che erano li per un altro intervento e poi sarebbero andati a multare mentre un collega mi ha risposto “sapesse quante volte abbiamo multato”. Ho cercato di non rispondere ma le domande che avevo in testa erano… “quindi, c’è un tetto massimo di multe e poi si può liberamente parcheggiare in divieto? “quindi, sapete dell’esistenza di questo problema in quella stradina e la sua importanza (Croce Bianca)…”. 

Sintetizzo: mi hanno liquidato appunto dicendo che dopo quell’intervento avrebbero fatto le multe, io sono passata a pochi minuti di distanza, non c’erano più le due pattuglie, c’erano ancora le auto in divieto e non c’erano ovviamente le multe (ovviamente perché si, ormai il cittadino si aspetta che NON venga ascoltato).
Messaggio che arriva al cittadino onesto: non ci interessa nulla delle tue segnalazioni, anzi, ci hai scocciato (i loro toni erano sulla difensiva, glielo ho anche detto).
Messaggio che arriva al cittadino meno onesto: fai pure quello che vuoi che tanto non vieni multato.

So per certo che non è la prima lamentela che ricevete soprattutto in questa zona perchè persone che conosco del condominio diverse volte si sono fatte sentire perchè nemmeno riescono a girare per entrare nei propri box. Inoltre, è sempre utile sottolinearlo, di lì esce l’ambulanza! 

Abbiamo visto tutti le belle locandine di propaganda “Io amo Melegnano – non fare il selvaggio” ma non è in Facebook che si risolvono i problemi della città. In questo caso due pattuglie erano fisicamente già presenti nel momento in cui c’erano le auto in divieto, una onesta cittadina l’ha fatto notare e… le forze dell’ordine in cui dovrei credere non hanno fatto nulla, Figuriamoci se si può credere alle locandine!

Scritto di getto, una cittadina delusa, arrabbiata e che si sente di non contare e di non potersi fidare delle forze dell’ordine del suo Comune.”

PS: la dimostrazione plastica del fatto che il problema NON è la mancanza di parcheggi l’abbiamo avuta in agosto quando, con il parcheggio di Piazza IV Novembre DESERTO, le auto sono state parcheggiate bellamente ed indisturbate in via Conciliazione.
Dunque quello che manca è solo la voglia di fare 50/100 mt a piedi.

LA FRANCIA E IL “COPIA-INCOLLA”

LA FRANCIA E IL “COPIA-INCOLLA”

Nell’anno di grazia 2023 d.c (dopo Covid), si torna a pedalare oltre l’italico confine: Francia, Canal du Midi, da Toulouse a Sète. È sano ogni tanto verificare de visu cosa fanno gli altri e scoprire che il mondo della ciclabilità esiste ed è molto più semplice di come lo si vive in Italia.

Ogni volta che pedalo in paesi a “ciclabilità avanzata” mi chiedo perché in Italia è tutto complicato, quando si tratta di bicicletta.
In Francia ho pedalato su strade a senso unico eccetto bici dove gli automobilisti attendevano serenamente che transitassero i ciclisti perché in due non ci si stava; tantissime le soluzioni con corsie ciclabili in carreggiata ben segnalate; cartelli ovunque che chiedono di fare attenzione a pedoni e ciclisti; accorgimenti semplici come una sagoma di un bambino agli attraversamenti pedonali. E no, non eravamo nei paesini sperduti nel nulla, ma anche in città medio grandi e sicuramente paragonabili a una qualsiasi realtà urbana di medie dimensioni della grande ed evoluta Città Metropolitana di Milano (tipo Melegnano).

Poi torni a casa e ti restano tanti ricordi, gli occhi ancora pieni dei paesaggi e luoghi visitati, le esperienze condivise con bici-amici…e una domanda martellante “perché da noi no?”

Giulietta

PS: Se volete vedere un po’ di foto e un breve video cliccate QUI

NO AL TAGLIO DEI FONDI DEL PNRR PER LE CICLOVIE TURISTICHE

NO AL TAGLIO DEI FONDI DEL PNRR PER LE CICLOVIE TURISTICHE

COMUNICATOSTAMPA

L’appello al Governo delle associazioni che si occupano di mobilità sostenibile e ambiente per sostenere lo sviluppo del settore cicloturistico.

L’annunciato taglio di 400 milioni di euro rischia di paralizzare lo sviluppo del cicloturismo. Bisogna mantenere gli investimenti sulla mobilità attiva. Indispensabile finanziare i progetti in regola con le scadenze PNRR e riallocare le risorse residue ai Comuni per la realizzazione di percorsi ciclabili sicuri casa-scuola, promuovendo il benessere delle nuove generazioni e stili di vita più sani.

L’annunciato taglio dei fondi del PNRR previsti per le ciclovie turistiche per un ammontare di 400 milioni di euro paralizzerà molti progetti già avviati o in fase di appalto. A darne conto sono le associazioni che si occupano di mobilità sostenibile e ambiente – FIAB Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, Legambiente, Clean Cities Campaign, Milano Bicycle Coalition, ISDE Italia Associazione Medici per l’Ambiente, Fondazione Michele Scarponi, hub.MAT, Salvaiciclisti – che manifestano forte preoccupazione di fronte alle scelte del Governo, a cui rivolgono un appello corale.
Con i nuovi tagli, infatti, sarà inevitabile un ulteriore rallentamento del processo di trasformazione della mobilità italiana che andrà a ripercuotersi negativamente anche sul cicloturismo, un settore in salute e con enormi potenzialità di sviluppo. Ed è proprio questo il comparto a cui il Governo, a più riprese, attraverso il Ministero del Turismo, ha invece dato ampio rilievo con campagne comunicative volte a promuovere la rete Bicitalia.

Dopo le richieste dei giorni scorsi presentate durante la Conferenza Stato Regioni, le associazioni lanciano quindi l’allarme e chiedono di lasciare intatti i finanziamenti per tutti quei progetti che riusciranno a rispettare le scadenze imposte dai fondi PNRR. Laddove, invece, i ritardi in fase di approvazione o di progettazione non permetteranno di attingere ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dovrà essere individuata comunque una copertura economica con altre fonti di finanziamento, per permettere alla rete Bicitalia di procedere secondo le previsioni.

In aggiunta, le associazioni chiedono che i fondi PNRR inutilizzati per le ciclovie turistiche vengano comunque destinati allo sviluppo della ciclabilità nazionale. In particolare il finanziamento di progetti di piccole dimensioni destinati ai Comuni, per realizzare infrastrutture ciclabili casa-scuola. Questi interventi, infatti, non necessitando di lunghi iter progettuali e di appalto, permetteranno il rispetto delle scadenze imposte.
A questo proposito, non possiamo trascurare la crescente sedentarietà nel nostro Paese, un problema che riguarda soprattutto i giovani. Da questo punto di vista la sicurezza nei percorsi casa-scuola è fondamentale per restituire autonomia ai bambini e ai ragazzi, promuovendo la mobilità attiva e uno stile di vita più sano, riducendo il traffico, la pericolosità delle strade e l’inquinamento, soprattutto davanti alle scuole.

“Ci appelliamo al forte sentimento di genitorialità più volte espresso dalla Presidente del Consiglio Meloni – concludono le associazioni – affinché attraverso il finanziamento di progetti casa-scuola l’Italia possa garantire un futuro più sano, sicuro e indipendente alle generazioni più giovani. La messa in sicurezza, con itinerari ciclabili, dei percorsi casa-scuola è un passaggio indispensabile per offrire alle famiglie una più facile gestione degli spostamenti quotidiani ed è in linea con le indicazioni della Società Italiana di Pediatria che individua nel diritto alla mobilità attiva di bambini e ragazzi un aspetto imprescindibile della loro salute”.

DI CHE COLORE E’ L’ARIA DAVANTI ALLE SCUOLE DI CERRO AL LAMBRO E RIOZZO?

DI CHE COLORE E’ L’ARIA DAVANTI ALLE SCUOLE DI CERRO AL LAMBRO E RIOZZO?

Con la conferenza stampa dell’12 luglio a Milano, sono stati svelati i dati della campagna “NO2, NO GRAZIE”, a cui ha partecipato anche la nostra associazione posizionando i campionatori davanti agli edifici scolastici di Riozzo e Cerro al Lambro.

Per la Lombardia, sono stati posizionati un totale di 958 campionatori. Degli 809 (84%) che rispettano i criteri di inclusioni (tra questi anche le due scuole di Cerro al Lambro e Riozzo), il 100% ha rilevato livelli medi mensili di biossido di azoto superiori alla soglia annuale di 10 μg/m³ che i ricercatori dell’OMS indicano quale valore da cui si verifica un impatto sulla salute umana. In particolare, la media mensile è stata pari a 45.1 μg/m³ con il 75% dei campionatori che ha superato i 40 μg/m³, e quasi il 21% ha segnato valori superiori ai 50 μg/m³ e il 5% ha segnato oltre 60 μg/m³

I risultati dei campionatori di Cerro al Lambro e Riozzo sono:
– Scuola RIOZZO 36.6 NO2 mese µg/m3 (https://www.cittadiniperlaria.org/no2-anno-milano-2023/)
– Scuola CERRO 33.3 NO2 mese µg/m3 (https://www.cittadiniperlaria.org/no2-anno-milano-2023/).

In base alla tabella di riferimento i due edifici risultano essere in una fascia ARANCIONE, tra i 30 e 40 NO2 mese µg/m3, come dire che il malato non è gravissimo”, ma sicuramente ha bisogno di cure.
In questa fascia di riferimento, infatti, aumenta del 9% il rischio d’infarto e del 27% le infezioni respiratorie acute nei bambini.

Sono dati certamente meno allarmanti di altri della nostra zona (es. San Donato Milanese l’edificio di via Ticino 48,4 NO2 mese µg/m3 https://www.cittadiniperlaria.org/no2-mese-milano-2023/), ma il fatto di non essere tra i peggiori non significa che non siano necessari provvedimenti importanti come quello della realizzazione di STRADE SCOLASTICHE.

La chiusura del parcheggio della scuola di Riozzo negli orari di uscita dei bambini è stato sicuramente un intervento significativo per la qualità dell’aria della zona, come determinanti sono i servizi di PEDIBUS e BICIBUS che permettono a quasi la metà della popolazione scolastica della scuola Primaria di Riozzo di muoversi in modo sostenibile nel tragitto casa-scuola.
L’auspicio è, da un lato, che sempre più famiglie scelgano per i loro figli un modo sostenibile di raggiungere la scuola aderendo ai servizi PEDIBUS E BICIBUS e, dall’altro, che l’Amministrazione comunale di Cerro al Lambro prenda ulteriori provvedimenti per rendere le zone intorno agli edifici scolastici sempre più belle, accoglienti e con una qualità dell’aria migliore.

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