Si legge sempre più di frequente commenti vari sul tema dei furti delle biciclette e sempre più spesso traspare una sorta di fastidio nei confronti di chi utilizza la bicicletta o la promuove a vario titolo, come nel caso delle associazioni FIAB, quasi si fosse colpevoli di aver "incitato" al furto.
Di seguito la lettera dell’associazione CICLODI FIAB di Lodi, comparsa sul CITTADINO del 4 maggio 2011 e che come associazione di Melegnano condividiamo totalmente.
Si legge sempre più di frequente commenti vari sul tema dei furti delle biciclette e sempre più spesso traspare una sorta di fastidio nei confronti di chi utilizza la bicicletta o la promuove a vario titolo, come nel caso delle associazioni FIAB, quasi si fosse colpevoli di aver "incitato" al furto.
Di seguito la lettera dell’associazione CICLODI FIAB di Lodi, comparsa sul CITTADINO del 4 maggio 2011 e che come associazione di Melegnano condividiamo totalmente.
"Come noto ai ciclisti lodigiani , ci sono tanti furti di biciclette anche a Lodi. Se ne è parlato anche a Lodi e il Consiglio Direttivo di Ciclodi-FIAB ha inviato la seguente lettera al giornale locale il Cittadino.
Gentile Direttore,
per un’associazione come Ciclodi-FIAB che da 10 anni promuove la mobilità ciclistica, fa piacere essere continuamente chiamata in causa, direttamente o indirettamente, quando si parla delle potenzialità e dei problemi della mobilità ciclistica. È già successo molte volte negli ultimi mesi, quando diversi lettori hanno lamentato la scarsa qualità della piste ciclabili, l’indisciplina dei ciclisti, la mancanza delle luci, e recentemente sul tema dei furti alle biciclette, ogni volta la
domanda è stata: ma perché Ciclodi-FIAB non fa questo, non fa quello o quell’altro ?
Nel passato non abbiamo mai risposto sia perché intendiamo rispettare il diritto di criticarci e di spronarci a fare meglio, sia perché preferiamo impegnare il poco tempo che abbiamo a disposizione (l’attività nostra è tutta di volontariato, non è un lavoro retribuito) per le tante cose che ci vedono impegnati.
Questa volta riteniamo sia il caso di rispondere, perché ci ha colpito il suo commento sul problema dei furti delle biciclette pubblicato il 28 aprile, in particolare i passaggi "Le associazioni delle due ruote prima di organizzate scampagnate e manifestazioni per sensibilizzare la gente sull’uso delle biciclette affrontino la storia dei furti, che sono uno scandalo per Lodi", "Coloro che esigono piste ciclabili in ogni quartiere e sognano una città come Ferrara, abbiano la bontà di rendersi conto che il loro atteggiamento è incongruo per un centro abitato dove vengono rubate dieci biciclette al giorno", e "Chi vuole una città ecosostenibile per favore incominci a risolvere questi problemi, che sono indegni di una città moderna".
Queste parole sono veramente singolari, e ci lasciano basiti: non si capisce perché proprio chi promuove l’uso della bicicletta avrebbe un "atteggiamento incongruo" e dovrebbe occuparsi "innanzitutto" di combattere i furti, cosa che
notoriamente richiede competenze diverse: sono cose che fanno i vigili urbani, la polizia e i carabinieri. Se si seguisse questo criterio, si dovrebbe dire all’Unicef che ha un atteggiamento incongruo perché non fa abbastanza contro il dramma della pedofilia o all’associazione dei buongustai per i problemi delle frodi alimentari.
Noi invece riteniamo che ognuno debba fare il suo mestiere, e i ladri devono inseguirli le guardie. Ciclodi-FIAB ha avviato da anni iniziative volte a combattere, o quantomeno a scoraggiare, la piaga dei furti delle biciclette, con parole,
scritti e azioni concrete. Sappiamo che non sono stati efficaci, sufficienti a contrastare il fenomeno, perché anche a molti soci e membri del consiglio direttivo sono state rubate biciclette; inoltre, confrontandoci continuamente con le altre associazioni FIAB per vedere come migliorare, abbiamo chiaro che il problema dei furti non è solo di Lodi, è presente in tutte le città, e non è affatto facile da risolvere come un osservatore superficiale potrebbe supporre.
Per questo la invitiamo ad approfondire il tema nel giornale da lei diretto, il perché dei furti, le misure che possono rendere più difficile la vita ai ladri, le iniziative messe in campo o quelle possibili, anziché limitarsi a chiacchiere demagogiche.
Un’ultima cosa riguardo al passaggio del suo commento in cui mette in contrapposizione le cicloescursioni in bicicletta e le azioni per promuovere la mobilità ciclistica con la lotta ai furti di bicicletta, che ci sembra cosa sbagliata
e controproducente: perché andare in bicicletta,oltre a far risparmiare soldi e far bene all’ambiente, fa bene alla salute, all’umore, al benessere psicofisico; in bicicletta si pensa, si riflette, si acquisisce lucidità che può permettere di evitare testa coda-logici. Per questo la invitiamo ad uno dei prossimi appuntamenti del nostro programma.
Il Consiglio Direttivo di Ciclodi-FIAB"
